Vittorio Storti - Scrittore

Vittorio Storti

Sono nato a Milano il 29/1/1948. Nell’infanzia c’è la nonna con i suoi racconti, la sera, prima di addormentarmi. Forse da lei prendo il gusto di ascoltare e di raccontare. E poi c’è il maestro delle elementari, con le sue lezioni di geografia che sapeva trasformare in appassionanti racconti di paesi e popoli lontani.

Il corso degli studi rispecchia il desiderio di integrare diversi tipi di formazione: la vecchia scuola media, con il latino del De bello gallico, l’Iliade e l’Odissea, e quindi l’Istituto Tecnico industriale.

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Però, nel bel mezzo degli studi tecnici, si può emozionarsi e commuoversi leggendo pagine della nostra letteratura, dagli stilnovisti a Dante e Petrarca, e poi Leopardi, Foscolo, Manzoni… Allora incomincio a scrivere qualche poesia. Infine c’è la laurea in Economia. Perchè se è vero che non si può sapere tutto, si può però essere curiosi di molte cose. Il modello cui ispirarsi è Leonardo da Vinci, visto come uomo completo, uomo di scienza, inventore, pittore, musico, eccetera. Più tardi verrà qualche racconto, e la pittura.

Dal 2005 faccio parte del Gruppo Artistico Rosetum. Frequento i corsi di pittura a olio con il maestro Formenti, quindi i corsi di acquarello con i maestri Luigi Zucchero e Maria Angela Colombo. Ho anche seguito un corso di poesia con la prof. Lucia Bianchi.
Dal 2006 ho partecipato a diverse edizioni delle mostre del GAR, in particolare “Arte nel chiostro” e “Rosa d’oro”.

Generi

Amo raccontare per iscritto, e scrivo poesie e racconti. Anche la mia poesia è spesso una narrazione. In particolare nella poesia amo sperimentare tecniche e stili, passando dalla lingua italiana al milanese, spesso con riferimenti alla storia e alla tradizione.

Influenze

Nella prima giovinezza ci sono i romanzi d’avventure (Salgari, Verne), e i grandi classici russi (Tolstoi, Dostoievsky). Il tema dell’avventura prosegue con i racconti di montagna e i resoconti delle grandi scalate, all’epoca delle ultime conquiste delle vette alpine (non mi perdevo le cronache di Bonatti), e con la letteratura di mare. Mi sono appassionato rileggendo Moby Dick, ma l’Odissea rimane sempre il mio mito, mentre l’introspezione dei romanzi russi mi spinge a letture psicanalitiche. E poi c’è sempre Hemingway come modello da imitare.

Pubblicazioni

Con il racconto “Giorno d’autunno”, nel 2000 arrivo secondo al concorso tra i dipendenti di Siemens Italia “Parole in corso”. Sono su freeyudu.com.

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